CONVEGNO E MOSTRA FOTOGRAFICA DI CARLO NEBBIA SULL’OASI URBANA WWF “LA BULA” ASTI 25 novembre 2017

logo_convA meno di 3 km dal centro di Asti, a ridosso della riva destra del Tanaro, è presente un’Oasi del WWF, “LA BULA” di circa 20 ettari, istituita nel 1990. Si tratta di una serie di stagni e piccoli laghi, con isole, camminamenti, capanni per l’osservazione della fauna, bacheche, ecc. Inserita nel Sito d’Interesse Comunitario “Stagni di Belangero”, è conseguente a un elaborato progetto di escavazioni d’inerti, finalizzati a ricostituire una zona umida adiacente al fiume, un tipo di ambiente ormai quasi scomparso lungo l’asta del fiume. Nel corso degli anni, nonostante numerose avversità e vicissitudini, dall’alluvione del 1994, a reiterati atti di vandalismo, abbandono di rifiuti, pesca abusiva, l’oasi ha continuato ad ospitare visitatori, scolaresche, studenti universitari, ricercatori, ecc., ed è stata accudita con grande passione da un piccolo gruppo di volontari del WWF. Il grande successo biologico dell’iniziativa è testimoniato dalle numerose osservazioni, soprattutto ornitologiche, effettuate con cadenza regolare. Carlo Nebbia, astigiano, docente universitario, appassionato “birdwatcher”, da alcuni anni frequenta l’oasi assiduamente e ha raccolto informazioni molto accurate sulla presenza di varie specie di uccelli, alcune delle quali rare o segnalate per la prima volta in provincia di Asti, documentandole con le sue fotografie. Il 25 novembre, nei locali del Polo Universitario di Asti è stata inaugurata una mostra fotografica con i 60 scatti più belli e relativi alle specie più interessanti realizzati da Carlo Nebbia. L’inaugurazione è stata preceduta da una conferenza, nella quale si sono susseguiti i seguenti relatori:

Enrico Caprio, ricercatore del Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Torino, referente della Scuola di Biodiversità di Villa Paolina. Ha fornito un quadro generale sulla Rete Natura 2000 in provincia di Asti, nella quale è inserita La Bula. Nella sua relazione ha anche fornito informazioni sulle principali cause di morte degli uccelli e le situazioni più pericolose per l’ornitofauna. Visualizza presentazione in PDF

Marco Demaria, biologo, responsabile dell’Oasi WWF La Bula, ha raccontato la storia dell’oasi, dalla fase progettuale alla realizzazione degli scavi e alla rinaturalizzazione, con l’alluvione del 1994, il ripristino successivo, le nuove strutture e le attività svolte con i fondi del PSR, sotto la gestione dell’Ente Parco Paleontologico di Asti. Ha spiegato anche le ricerche svolte per controllare la presenza dell’anfibio Pelobate (Pelobates fuscus insubricus) “specie bandiera” del biotopo degli Stagni di Belangero. Visualizza presentazione in PDF

Laura Gola, tecnica faunistica del Parco fluviale del Po, tratto vercellese/alessandrino, ha illustrato alcuni grandi progetti di rinaturalizzazione realizzati nell’area protetta, partendo da escavazioni d’inerti, con un quadro progettuale molto articolato. Oltre alla realizzazione di nuovi invasi i progetti hanno riguardato ex cave o peschiere dismesse, zone marginali alle aree urbane. Sono stati presentati anche notevoli progetti di rimboschimento in atto. Visualizza presentazione in PDF

Carlo Nebbia, docente presso il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Torino, volontario WWF e LIPU, ha presentato i risultati delle sue pluriennali osservazioni con alcune immagini che testimoniano le presenza di molte specie animali, che frequentano l’oasi, narrando la sua esperienza di birdwatcher, che gli ha regalato anche notevoli emozioni. Ha dovuto trattare anche dei problemi di gestione e di difesa dell’area: pesca abusiva, invasione di greggi di pecore, frequentazioni vandaliche, abbandono di rifiuti, ecc. Visualizza presentazione in PDF

Giorgio Baldizzone, referente per WWF-Oasi del sistema di oasi astigiane, ha presentato e coordinato il convegno, ricordando a tutti l’importanza di questa Oasi per Asti e tutta la provincia, sottolineando quali e quante difficoltà s’incontrano in generale nel tentativo di tutelare l’ambiente.

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