Resoconto del Festival dei Rondoni 2015

Importanti spunti di riflessione sulle tematiche della biodiversità urbana sono emersi durante il Festival dei Rondoni svoltosi ad Asti il 27 giugno 2015 presso il Polo Universitario di Asti, organizzato dalla Scuola di Biodiversità Villa Paolina in collaborazione con il Gruppo Piemontese Studi Ornitologici, la Lipu sezione di Asti  e con il patrocinio del collegio dei Geometri della provincia di Asti e la partecipazione dell’Assessore all’Ambiente del Comune di Asti Maria Bagnadentro.

Rondone comune - Foto Michelangelo Giordano - Archivio Aves Piemonte
Rondone comune – Foto Michelangelo Giordano – Archivio Aves Piemonte

Il Festival dei rondoni nel 2015 ha coinvolto ben 27 località in Italia, Svizzera e San Marino. Ad Asti la dott.sa Irene Pellegrino, esponente del Gruppo Piemontese Studi Ornitologici ha aperto la conferenza illustrando la biologia delle tre specie di rondone presenti in Piemonte, due delle quali, rondone comune e rondone pallido nidificano anche ad Asti.20150627_095207

Il Prof. Marco Cucco, docente di ecologia dell’Università del Piemonte Orientale che da più di 25 anni conduce ricerche sui rondoni in Piemonte e Liguria, ha parlato delle differenti tipologie di edifici per la nidificazione delle specie di rondone. Attraverso i risultati delle proprie ricerche ha descritto le caratteristiche e la localizzazione spaziale dei nidi in edifici delle principali città piemontesi e dei siti naturali in scogliere della Liguria.

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Il Dr. Enrico Caprio, referente della Scuola di Biodiversità Villa Paolina ha infine illustrato il forte legame che unisce i rondoni e l’uomo, e che oggi a causa di lavori di ristrutturazione e a causa della lotta al colombo di città vedono precludersi l’accesso ai consueti siti di nidificazione. In Italia mancano dati precisi sull’andamento delle colonie ma dati dal nord Europa parlano di una riduzione del numero di rondoni di circa il 30% negli ultimi 10 anni. Importante è quindi un continuo e costante monitoraggio delle colonie che oggi può essere condotto facilmente condividendo i dati con strumenti come il portale Ornitho.it che consente di inserire dati georeferenziati di uccelli e altri gruppi tassonomici. Caprio ha poi  illustrato possibili soluzioni per applicare l’esclusione selettiva, ovvero ridurre la dimensione del foro di accesso delle cavità occupate dai piccioni con semplici accorgimenti, in modo da escludere solo i piccioni e consentire ai rondoni e ad altri animali di accedere alle cavità. Basta lasciare un’apertura di 7 x 4 cm per escludere i problematici colombi di città.

Le cavità di cui si è parlato non vengono utilizzate solo dai rondoni. Anche pipistrelli, passeri, codirossi e cince vivono nelle nostre città e dipendono per i loro siti riproduttivi dalle nostre case dove vivono, spesso proprio sotto i nostri tetti. Questi animali utili all’uomo sono protetti sia dalle leggi nazionali italiane che dalle normative della Ue. Durante il restauro delle facciate e dei tetti delle abitazioni cittadine di solito le piccole fessure presenti sia nelle tegole dei tetti che sulle facciate vengono chiuse senza che alcun preavviso e nemmeno viene presa in considerazione la possibilità di rimpiazzare le parti che verranno chiuse con altre cavità di rimpiazzo. Anche nei nuovi edifici non è presa in considerazione la possibilità di favorire la presenza di questi preziosissimi divoratori di insetti. Il risultato è che i nostri amici pennuti soffrono di uno “sfratto coattivo” e rimangono senza possibilità abitativa.

Il Dr. Marco Pavia, presidente del Gruppo Piemontese Studi Ornitologi, ha raccontato l’esperienza legata all’intervento effettuato durante il restauro di Palazzo Madama a Torino che ha consentito di installare nidi artificiali per ovviare alla momentanea copertura della facciata dove nidificavano i rondoni.

L’assessore all’Ambiente Maria Bagnadentro ha rappresentato l’attenzione del Comune di Asti a queste problematiche e la disponibilità a tener conto di quanto emerso da questo convegno per proporre nelle sedi opportune modifiche al regolamento delle ristrutturazioni edilizie.

Alla fine del convegno sono stati proposti due monumenti vivi. MONUMENTO VIVO è lo slogan adottato con successo dal FESTIVAL DEI RONDONI-SWIFTS & FUN 2014 ed ha già dato buone prove di suscitare l’attenzione del pubblico e degli Enti sulla protezione dei rondoni e sugli aspetti concreti della biodiversità urbana, in particolare confermando il ruolo di specie-bandiera dei rondoni, le cui esigenze per la nidificazione sono legate a particolari strutture architettoniche in buona parte corrispondenti o comunque associate a quelle utilizzate da Passeriformi, Chirotteri, Rettili, Lepidotteri etc.. associati agli ambienti urbani.

Per Asti è stato proposto il Battistero di San Pietro e la Torre Troyana. Entrambi gli edifici sono importanti per la nidificazione dei rondoni, pur avendo subito nel corso degli anni ristrutturazioni che in parte hanno murato parte delle cavità presenti. In particolare la Torre Troyana ha visto l’intervento del WWF che ha proposto l’installazione di 72 cassette nido per rondone che sono state installate e che sono tuttora occupate con successo da più di 50 coppie di rondone.

La mattinata si è conclusa con una passeggiata lungo le vie del centro storico accompagnata dal vociare dei rondoni sopra le teste dei partecipanti.

Per informazioni sulle altre città aderenti www.festivaldeirondoni.info

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